Citroen BX 4TC

Citroen BX 4TC

Si buttò nella mischia all’ultimo. Quando, nel bel mezzo degli anni Ottanta, sembrava che se non facevi i rally non contavi, nell’Europa dell’auto.
Era la Citroen BX 4TC.

Il modello popolare da cui derivava era riuscito; dall'aspetto moderno e col marchio di fabbrica delle sospensioni idropneumatiche.
Questa, a differenza delle sue concorrenti da rally di gruppo B, era coraggiosa e si teneva il motore anteriore e proprio quelle sospensioni, che nelle corse prima non ci andarono mai e che fallirono, portando più malfunzionamenti che equilibrio.

A parte ciò, aveva quello che avevano quasi tutte in quella categoria, alla fine dell'era delle Gr.B: motore 4 cilindri turbo intorno ai due litri (2141), turbocompressore e trazione integrale.
200 cavalli nella versione stradale, quasi il doppio quella da competizione.
Corse poco e non brillò.
Uno dei pochi esemplari stradali sopravvissuti (sui 200 costruiti per regolamento), è stato venduto all'asta nel 2012 per soli 32k euro.

Lotus Elan (seconda serie)

Lotus Elan (seconda serie)

E’ un modello che, alla sua comparsa sul mercato, piacque molto e fece parlare di sé.
Perché le spider piacciono – anche se si comprano poco – e perché questa era una Lotus.
Lotus non proponeva nuovi veri modelli ormai da molti anni; e la prima Elan era stato un esempio riuscitissimo di decapottabile sportiva all’inglese negli anni Sessanta. La proprietà General Motors sfornò nel ’90 questa coraggiosa seconda serie.

Dotata di un motore Isuzu 4 cilindri 1,6 litri da 168 cavalli, era prestazionale e divertente. Nelle prove su strada dell'epoca fece una buona figura.
Si può dire che avesse due difetti di concezione: la trazione anteriore, che raffreddò alcune intenzioni d'acquisto, e la linea equilibrata ma un po' troppo anonima e incastonata nel suo periodo di progettazione, che la fece sembrare subito superata.

Non ebbe successo: se ne vendettero meno della metà degli esemplari previsti.

Abarth Simca 2000

Abarth Simca 2000

Abarth è un nome straconosciuto fra chi sa, anche poco, di motori.
E’ un nome associato da sempre alle Fiat più pepate.

Chi ne sa di più sa che un tempo era un marchio autonomo, che non è stato solo un elaboratore, che ha avuto una linea propria di auto stradali dedicata alle corse.

La più interessante di tutte, esprimente un'aggressività mai vista, fu secondo me la Abarth Simca 2000.

200 cavalli per 689 kg. Più di 260 km/h.
Vale oggi ben oltre i 200k euro.

Aston Martin Lagonda

Aston Martin Lagonda

Aston Martin Lagonda

Coraggio ne ebbero sicuramente.
Accantonare il classico che da sempre formava le linee dei loro modelli, per prendere sul serio il futurismo degli anni Settanta.
Resse ben tredici anni: dal '76 all'89.


Telaio e motore erano quelli di sempre, quelli dalla V8. Carrozzeria e interni che più avanti non si può. Ardita la strumentazione a tasti sensor, come i televisori dell'epoca. Led e tubi catodici per completare.
Non tutto funzionava, non a lungo.

Affascinante.

Lamborghini Jalpa

Lamborghini Jalpa

Ci fu un periodo lungo, molto lungo, in cui la Lamborghini si resse solo sulle spalle della Countach, in virtù della sua bellezza avveniristica e del titolo, non sempre meritato, di auto più veloce del mondo.

Qualche sfortunata ogni tanto la accompagnava e negli anni Ottanta toccò a questa, ovvero la Jalpa.
Poco venduta e subito dimenticata. Però era bella, secondo me.

Come tante di quell'epoca, anche lei era strettamente derivata dalle antenate anni 70 ma con un'estetica al passo coi tempi, invero troppo simile alla precedente Silhouette.

 

Equivalente di mercato della Ferrari 308/328 ma di molto meno successo. Anche lei con il V8 posteriore e la carrozzeria tipo targa. Cilindrata di 3,5 litri, alimentazione a carburatori e 255 cavalli.

Nella prova di Quattroruote non si dimostrò particolarmente brillante ed era di pilotaggio difficile.

Circa 400 esemplari costruiti.