Adesso la regola non vale quasi più. Ma ci fu un tempo felice in cui leggendo la sigla sul portabagagli di una Bmw potevi sapere, con ragionevole approssimazione, la sua cilindrata.
Chi fu la prima a confondere le carte?
Ecco la responsabile: la prima magnifica 745i, quella del 1980.
Al vertice della gamma, il motore aveva la cilindrata della 733i prima e 735i poi (3210 e 3430 cc) ma era dotato di turbocompressore e allora, istituendo una regola che vale ancora oggi, aumentarono le cifre in proporzione alla potenza, che era di 252 cavalli. Ci fu anche una 745i in versione aspirata per il mercato sudafricano, senza il turbo ma con la cavalleria sportiva delle serie M: 286 cavalli.
Qual è l’auto da corsa più potente mai creata? Difficile stabilirlo con certezza, ma escludendo categorie estreme come quelle dei dragster, forse fu lei:
la Porsche 917/30.
Figlia di una categoria sregolata e irripetibile come quella del campionato Can-Am del 1973; caso pressoché unico di assenza di limiti al propulsore.
Dall'evitabile film "Il giorno della luna nera" (Black moon rising), del 1986.
"Raggiunge i 480 km/h grazie alla fusione fredda!", recitava il trailer di Italia1. Chi si ricorda della fusione nucleare fredda? scoperta e delusione del 1989?
Uno sbaglio. Fu uno sbaglio non dare un nome all’auto del comandante Straker di U.F.O. D’accordo che non era bella ma se le avessero dato un nome gli appassionati, almeno quelli, la ricorderebbero meglio.
Basata su una Ford Zephyr, era modificata talmente in economia da renderla, pare, quasi inguidabile.
Il tizio che se la comprò per 12000 sterline, e la fece sobriamente tatuare, aveva la faccia contenta:
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